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Idrocele: scopriamo insieme di cosa si tratta

GOLDONI STEFANO • 28 marzo 2025
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L’idrocele è una condizione caratterizzata dall’accumulo di liquido sieroso all’interno della tunica vaginale che circonda il testicolo, causando un rigonfiamento scrotale. Sebbene sia generalmente benigno, l’idrocele suscita curiosità e interrogativi, soprattutto quando compare in età adulta.

Perché si forma il liquido?

L’idrocele si sviluppa quando si accumula liquido tra i foglietti della tunica vaginale, una membrana che riveste il testicolo. Questo accumulo di liquido può portare a un gonfiore indolore nello scroto, che spesso è il primo segnale percepibile dal paziente. Ma perché ciò accade?


Le cause dell’idrocele possono essere distinte in congenite o acquisite:


  • Congenito: è presente sin dalla nascita ed è spesso dovuto alla mancata chiusura del dotto peritoneo-vaginale, un canale che durante lo sviluppo fetale collega la cavità addominale allo scroto. Quando questo dotto non si chiude correttamente, il liquido può passare dalla cavità addominale allo scroto, causando l’idrocele. Questa forma è più comune nei neonati e nei bambini piccoli e spesso si risolve spontaneamente entro il primo anno di vita.


  • Acquisito: si manifesta generalmente in età adulta ed è legato a fattori esterni o condizioni patologiche. Le cause più comuni includono traumi scrotali, infezioni come l’orchiepididimite (un’infiammazione del testicolo o dell’epididimo), interventi chirurgici nell’area genitale o addominale, o patologie sistemiche come l’insufficienza cardiaca congestizia, che può portare a un accumulo di liquidi nel corpo. In alcuni casi, l’idrocele può anche essere associato a tumori testicolari, motivo per cui è importante una diagnosi accurata da parte di un medico. Un idrocele acquisito spesso richiede un trattamento specifico, che può variare dall’aspirazione del liquido con un ago fino all’intervento chirurgico, se necessario, per prevenirne il ritorno o alleviare il disagio del paziente.

Idrocele Intermittente

Una curiosità interessante riguarda l’idrocele intermittente, una forma rara in cui il rigonfiamento scrotale compare e scompare spontaneamente. Questo fenomeno è generalmente dovuto a una comunicazione intermittente tra la cavità addominale e lo scroto, che consente al liquido di fluire liberamente.

La correlazione con l'infiammazione

Uno degli aspetti meno noti è la correlazione tra l’idrocele e le condizioni infiammatorie croniche, che spesso vengono sottovalutate. Studi recenti suggeriscono che l’infiammazione persistente nei tessuti scrotali possa alterare la permeabilità vascolare, favorendo il passaggio di liquido sieroso nella tunica vaginale. Questo accumulo di liquido può portare a un gonfiore evidente e, in alcuni casi, a sintomi come fastidio o dolore, specialmente durante l'attività fisica o in seguito a lunghi periodi in piedi.

Diagnosi differenziale: non solo idrocele

Un rigonfiamento scrotale non è sempre sinonimo di idrocele.

Tra le condizioni che possono essere scambiate per idrocele troviamo:


  • Ernia inguinale: il contenuto intestinale può scendere nello scroto, simulando un idrocele;
  • Varicocele: dilatazione delle vene spermatiche con senso di pesantezza;
  • Tumori testicolari: che possono causare rigonfiamento simile.

Terapie

La chirurgia è il trattamento standard, soprattutto per gli idroceli sintomatici o voluminosi. Tuttavia, recenti ricerche stanno esplorando approcci meno invasivi, come l’aspirazione ecoguidata seguita da scleroterapia. L’utilizzo di agenti sclerotizzanti, come il tetradecilsolfato di sodio, sembra promettente nel ridurre il rischio di recidiva.

L’idrocele, pur essendo spesso asintomatico, può destare preoccupazione a causa dell’evidente rigonfiamento scrotale.

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